Giornata internazionale delle foreste: preziose e da valorizzare al meglio

Per Giorgio Vacchiano “bene piantare alberi, purché sia fatto in modo scientifico, con un focus sul ripristino e sull’espansione dei boschi nativi”

Oggi, 21 marzo è la Giornata internazionale delle foreste: una ricorrenza sempre più importante, e sentita dai centri di ricerca, dai governi e soprattutto dai cittadini. Del resto un terzo della Terra è coperto da foreste, che nel complesso assorbono circa un terzo delle emissioni globali di gas serra; non solo: le foreste ospitano innumerevoli specie animali e vegetali, costituiscono un importante fonte di sussistenza o reddito per molte comunità (nonché di bioenergia), e da millenni sono una fonte di ispirazione, riposo e ricreazione per gli esseri umani.

E naturalmente lo studio delle foreste è un’affascinante sfida scientifica e intellettuale per i ricercatori di tutto il mondo. Non solo in virtù dello straordinario livello di biodiversità che le caratterizza, ma perché ogni foresta costituisce una complessa rete di relazioni. Al DiSAA, lo studio e la gestione scientifica delle foreste sono al centro di molti insegnamenti, e in particolare dei corsi di laurea magistrale in Inglese “Valorization and sustainable development of mountain areas” e “Sustainable natural resource management”, ma anche oggetto di progetti di ricerca pan europea come Superb che punta al ripristino della biodiversità delle foreste o ancora Life CO2 – le foreste rigenerano l’economia – studio in cui il DiSAA è impegnato in prima linea per rendere il bosco il più adatto possibile al clima che verrà e anche ai fenomeni climatici più avversi, come incendi e schianti da vento.

La tutela e piena valorizzazione delle foreste è una delle grandi sfide del XXI secolo” – dice Giorgio Vacchiano, docente di Gestione e pianificazione forestale – “Qui in dipartimento prepariamo gli scienziati e le scienziate forestali di domani, con un approccio interdisciplinare che va dall’attività sul campo allo sviluppo di modelli informatici. E posso garantire che ogni studentessa, ogni studente si appassionerà a quelle creature meravigliose che sono gli alberi, e quei network di relazioni che sono le foreste”.

castadiva

Il recente report IPCC sugli impatti del cambiamento climatico ha evidenziato nuovamente la vulnerabilità delle foreste e dei loro indispensabili benefici, tra cui l’assorbimento di anidride carbonica. Una buona relazione con le foreste, per aiutarle ad aiutarci, si deve basare su tre parole chiave: proteggere, ripristinare, gestire
  1. Proteggere, cioè mettere un freno alla deforestazione, che nei paesi tropicali ci priva di 5 milioni di ettari di foreste ogni anno e del loro contributo di regolazione dell’aria, dell’acqua e della biodiversità.
  2. Ripristinare, cioè aumentare la superficie coperta da foreste in buona salute, soprattutto lì dove sono state eliminate, comprese le nostre pianure e le città. E senz’altro piantare alberi può contribuire in modo importante al contrasto al cambiamento climatico. Ma qui il vero obiettivo è favorire il ripristino e l’espansione dei boschi nativi, evitando di creare estese monoculture incapaci di supportare alti livelli di biodiversità. Obiettivi semplicistici come ‘il numero di alberi piantati’ dicono poco o nulla sulla sopravvivenza a lungo termine degli alberi stessi e sulla loro gestione responsabile. Anzi, senza una progettazione consapevole e un conteggio realistico del loro contributo, possono addirittura risultare fuorvianti, contribuendo al fallimento delle strategie di mitigazione e all’uso improprio delle compensazioni di carbonio.
  3. Infine, gestire: anche le foreste da cui ricaviamo legno o altri beni possono generare preziosi benefici di regolazione ambientale e climatica, ad esempio scegliendo una selvicoltura di tipo “naturalistico”, come anche la Commissione Europea si appresta a raccomandare in un importante  documento di policy in uscita all’inizio di aprile. 

Lezione in Pillole – Professor Giorgio Vacchiano per Slow Food 

Per maggiori informazioni sull’offerta formativa DiSAA –> https://disaapress.unimi.it/offerta-formativa/