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Quali trattamenti per aumentare la resistenza in vaso di fiori? Le assegniste di ricerca Giulia Franzoni e Viviana Cavallaro, nell’ambito della produzione e protezione delle piante, hanno presentato al Research Day 2022 i loro studi focalizzati sul miglioramento delle caratteristiche qualitative e la durata post-raccolta di diverse specie di fiori recisi. Ecco qualche dettaglio in più sul loro lavoro. 

Di cosa parla la vostra ricerca e il poster che avete esposto al Research Day?

I poster che abbiamo presentato al Research Day 2022 riguardavano due analisi svolte in questi mesi, con l’obiettivo di valutare l’efficacia di diversi trattamenti al fine di aumentare la resistenza in vaso di fiori recisi di ranuncolo (Ranunculus asiaticus L.) e la combinazione di trattamenti e materiali plastici da utilizzare per allungare il periodo di conservazione e la successiva durata di vita in vaso di fronde recise di ruscus (Danae racemosa (L.) Moench).

Quali sono gli obiettivi della vostra ricerca?

Questi esperimenti fanno parte di progetti di ricerca più ampi finanziati, uno dalla Regione Liguria e uno dalla Regione Toscana. Gli obiettivi principali sono il miglioramento delle caratteristiche qualitative e la durata post-raccolta di diverse specie, con evidenti ricadute economiche, come il ranuncolo, la peonia e il ruscus. Si tratta di specie rappresentative della nostra nazione che riscuotono molto interesse anche nei mercati stranieri oltreoceano.

Quali risultati?

Ad oggi le analisi su peonia sono ancora in corso, mentre per i ranuncoli abbiamo ottenuto dei buoni risultati dall’uso combinato di 1-MCP, un inibitore dell’azione dell’etilene e TDZ, una fenilurea con una azione simile alle citochinine. Le prove sul ruscus hanno dimostrato che è possibile scegliere dei mezzi di trasporto più sostenibili, come la nave, anche per i trasporti di lunga durata. Infatti, scegliendo la giusta combinazione tra packaging e trattamento è possibile mantenere la qualità delle fronde recise più a lungo.

Decisamente un aspetto interessante.

Si, in quanto ci permette di aiutare e valorizzare le produzioni locali, aumentando il valore commerciale del prodotto e sostenendo l’economia regionale. In generale, il lavoro di ricerca su piante orticole, di cui ci occupiamo con il gruppo di lavoro del Prof. Antonio Ferrante è importante nel definire nuove strategie per ottimizzare l’impiego delle risorse. Questo tipo di progetti ci permette di unire alla ricerca scientifica gli aspetti applicativi di reale impiego.

Consiglieresti il tuo corso di laurea a un giovane che sta affrontando la maturità in questi giorni?

Sono passati diversi anni da quando ci siamo laureate e i corsi di laurea si sono trasformati, adattando le proposte a tematiche a quelle attuali. Inoltre, ora maggior parte dei corsi è in lingua inglese. Questo permette di formare figure che possano sia continuare a lavorare come noi in contesti di ricerca oppure inserirsi in modo efficace nel mondo del lavoro, come del resto è successo ai miei ex-colleghi di corso. Quindi si! Credo che l’offerta formativa DiSAA si all’avanguardia e da consigliare.