Gestione della Flora Infestante e Transizione Agroecologica: l’Unicità del Database AGROSUS
Uno strumento integrato, multilingue e orientato alle soluzioni per mappare le resistenze in Europa
Proseguono le attività del progetto europeo AGROSUS, di cui il DiSAA è parte del consorzio internazionale. L’iniziativa lavora allo sviluppo di strategie agroecologiche per la gestione della flora infestante, e di un database open access e multilingue pensato per mettere in rete dati, conoscenze e pratiche utili alla gestione delle infestanti in Europa.
In questo articolo presentiamo uno degli strumenti chiave sviluppati dal progetto: il database AGROSUS, una piattaforma open access, multilingue e orientata alle soluzioni, pensata per mettere in rete dati, conoscenze e pratiche utili alla gestione delle infestanti in Europa.
Nell’ambito delle sfide poste dal Green Deal europeo e dalla strategia “Farm to Fork”, orientati alla sostenibilità dei sistemi agricoli e alla progressiva riduzione della dipendenza dagli input chimici di sintesi, la gestione della flora spontanea competitiva rappresenta uno dei nodi agronomici più complessi. In questo contesto opera il progetto europeo AGROSUS, un’iniziativa transnazionale volta a identificare, validare e diffondere strategie agroecologiche per il controllo delle infestanti. Tra i risultati operativi finora conseguiti dal consorzio, rientra lo sviluppo di un database open access, concepito per superare i limiti strutturali delle attuali piattaforme e armonizzare le conoscenze scientifiche a livello comunitario.
Il successo di un’iniziativa di tale portata strategica risiede nella solidità del suo partenariato, capace di unire università, istituti di ricerca e stakeholder provenienti da diverse regioni biogeografiche europee. In questo quadro, il Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali (DiSAA) dell’Università degli Studi di Milano offre un contributo attivo e qualificato, portando nel consorzio le proprie competenze nelle aree della malerbologia, della biochimica vegetale e dello studio delle interazioni allelopatiche. Il coinvolgimento del DiSAA nelle attività del progetto tocca da vicino sia le fasi di sperimentazione in campo sia i processi di revisione e di strutturazione dei dati, consolidando la presenza dell’Ateneo nei network europei dedicati alla transizione ecologica.
L’elemento di discontinuità rispetto ai database tradizionali
L’evoluzione della flora infestante, caratterizzata dalla crescente diffusione di biotipi resistenti e dalla riduzione delle molecole attive disponibili, impone un approccio sistemico che integri pratiche meccaniche, biologiche e colturali. I database storicamente presenti nel panorama europeo si sono configurati prevalentemente come strumenti diagnostici o descrittivi, focalizzati sul censimento della biologia delle piante e sulla mappatura geografica dei fallimenti del controllo chimico tradizionale.
La novità strutturale della piattaforma AGROSUS risiede nel passaggio da un modello puramente descrittivo a uno strettamente prescrittivo e operativo. Il sistema raccoglie un quadro informativo su 117 specie di piante infestanti rilevanti per i sistemi agricoli europei (inclusi i seminativi, le colture permanenti e i regimi di agricoltura biologica), ma non si limita a registrarne i meccanismi di resistenza agli erbicidi e i principi attivi storicamente impiegati. L’elemento caratterizzante del lavoro è l’associazione sistematica di ogni specie alle corrispondenti strategie agroecologiche di contenimento (quali rotazioni mirate, cover crops o falsi semenzai), evidenziandone l’efficacia sulla base di prove sperimentali condotte all’interno del network per fornire agli operatori soluzioni concrete.
Un’architettura multilingue contro il divario digitale e rurale
Un ulteriore elemento di unicità risiede nel superamento delle barriere linguistiche, che spesso confinano la letteratura malerbologica avanzata all’uso accademico esclusivo in lingua inglese, rallentando il reale trasferimento tecnologico sul territorio.
Per ovviare a questo limite e favorire lo sviluppo rurale, la piattaforma include la nomenclatura scientifica affiancata dai nomi comuni delle specie infestanti in 13 lingue europee, consentendo la consultazione a partire dai termini vernacolari locali. Il sistema integra i repertori in inglese, portoghese, polacco, italiano, spagnolo, ungherese, ucraino, rumeno, tedesco, turco, islandese, estone e francese. Questa impostazione agevola il dialogo diretto tra la ricerca scientifica avanzata e i consulenti agronomici o i tecnici operanti sul campo in contesti colturali distanti, estendendo l’utilità pratica dello strumento oltre i confini universitari.
Un modello “Hub” interoperabile con le reti globali
Evitando la creazione di un’infrastruttura isolata destinata all’obsolescenza al termine del ciclo di vita del progetto, il database AGROSUS è stato strutturato secondo un principio di massima interoperabilità digitale, agendo come un vero e proprio hub di convergenza tra piattaforme internazionali già consolidate:
· Pl@ntNet: Connessione al sistema di identificazione vegetale basato sul citizen science, utile ad agevolare il riconoscimento botanico sul campo e il successivo raccordo immediato con le schede tecniche del progetto.
· WeedScience: Allineamento costante con la rete globale di monitoraggio dei biotipi resistenti (International Survey of Herbicide Resistant Weeds), fondamentale per incrociare i dati storici sulla resistenza genetica con le nuove alternative di gestione biologica.
Sinergie di rete: il progetto GOOD
I dati raccolti e le metodologie sviluppate costituiscono una risorsa utile non solo per il progresso delle conoscenze nel settore della protezione delle colture, ma anche per l’arricchimento dei percorsi didattici di master e dottorato e per le attività di terza missione rivolte al mondo produttivo. Nelle prossime fasi del progetto, l’attenzione si concentrerà sul consolidamento dei dati e sul monitoraggio a lungo termine delle soluzioni agroecologiche proposte, con l’obiettivo di contribuire a una difesa colturale pienamente rispondente ai nuovi paradigmi europei di sostenibilità.
Prospettive per la ricerca
L’attività si sviluppa in stretta correlazione con il progetto “sister” GOOD (Agroecological Way Forward for Weed Management), anch’esso finanziato nell’ambito del programma Horizon Europe. La collaborazione tra i due progetti consente di condividere le linee guida metodologiche e di armonizzare i protocolli di campionamento, massimizzando l’impatto strategico delle risorse informative comuni.
