“Progettare il Verde, Seminare Opportunità”: al via il progetto di formazione in carcere firmato DiSAA

L’iniziativa di formazione in carcere “Progettare il Verde, Seminare Opportunità” del dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali nasce per promuovere l’inclusione sociale e l’avviamento al lavoro nella Casa Circondariale di Monza.

“Progettare il Verde, Seminare Opportunità” è un progetto che alcuni docenti e personale tecnico-amministrativo del Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali (DiSAA) stanno svolgendo presso la Casa Circondariale di Monza, sotto il coordinamento delle docenti Barbara Scaglia e Fulvia Tambone e nell’ambito attività di Terza Missione dell’Università degli Studi di Milano.

La collaborazione prevede una serie di incontri settimanali di circa due ore in cui si alternano lezioni teoriche in aula ad esercitazioni pratiche da svolgere nella serra e aree verdi dell’Istituto, già adibite ad orto.

I temi affrontati spaziano dalla conoscenza del suolo alle tecniche di coltivazione e potatura, dal compostaggio alla progettazione di aree verdi, fino all’approfondimento del legame tra qualità degli ortaggi e salute umana. Una formazione completa che intende unire conoscenza, inclusione sociale e avviamento al lavoro.

“ll nostro progetto  – spiegano i docenti coinvolti – porta l’agricoltura e la progettazione del verde all’interno del carcere di Monza e mira a trasformare la conoscenza in attività destinate ai detenuti. Con un approccio multidisciplinare, il personale del DiSAA aprirà spazi di dialogo e crescita anche professionale e una speranza di reinserimento sociale, promuovendo dignità e responsabilità attraverso la produzione di ortaggi e frutti, la pratica del compostaggio e la progettazione del verde. Cerchiamo di costruire ponti tra Università, comunità e istituzioni”.

L’attività, sostenuta con grande interesse e desiderio dalla Direttrice della Casa Circondariale Cosima Buccoliero in collaborazione con il Comune di Monza, mira ad un duplice obiettivo: offrire nuove opportunità di reinserimento sociale e lavorativo e, al tempo stesso, valorizzare e riqualificare l’ambiente ed il contesto carcerario attraverso la conoscenza e la pratica agricola.

Il progetto si concluderà nei primi mesi del 2026, con l’ambizioso obiettivo di gettare le basi per lo sviluppo di attività lavorative agricole nell’Istituto, fornendo un modello replicabile di formazione agro-ambientale, da estendere ad altri Istituti penitenziari della Lombardia e non solo.

Informazioni e contatti:

  • Barbara Scaglia
    barbara.scaglia@unimi.it | 0250316535 | 00390250316535
  • Fulvia Tambone
    fulvia.tambone@unimi.it | 0250316547